Spese universitarie nel 730

Quanto si può recuperare in dichiarazione dei redditi



CHI HA DIRITTO ALLA DETRAZIONE
La detrazione spetta per le spese sostenute dallo studente stesso se possiede un reddito superiore a € 4.000 (fino ai 24 anni) o superiore a € 2.840,51 (dai 25 anni) oppure dal genitore che ha fiscalmente a carico il figlio universitario. 

QUALI SPESE UNIVERSITARIE
Tra le spese che danno diritto alla detrazione Irpef del 19% rientrano:
- tasse di immatricolazione universitaria; 
- tasse di iscrizione e frequenza; 
- contributi universitari obbligatori; 
- soprattasse per esami e conseguimento della laurea; 
- partecipazione ai test di ammissione ai corsi a numero chiuso; 
- iscrizione a corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico; 
- master universitari di primo e secondo livello; 
- corsi di specializzazione universitaria; 
- dottorati di ricerca; 
- corsi di perfezionamento universitario; 
- iscrizione a singoli insegnamenti universitari; 
- Tirocini Formativi Attivi (TFA) per l’abilitazione all’insegnamento; 
- corsi degli ITS Academy; 
- corsi presso istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).

Occorre però ricordare che la detrazione riguarda esclusivamente le spese direttamente collegate alla frequenza dei corsi. 

ESCLUSIONI
Restano quindi esclusi i costi per libri di testo, materiale didattico, cancelleria, computer, alloggi e altre spese accessorie, che possono eventualmente beneficiare di agevolazioni diverse previste dalla normativa fiscale (es.: spese per affitto studenti fuori sede e spese per trasporti e abbonamenti ai mezzi pubblici).

DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE
Per beneficiare della detrazione è importante conservare tutta la documentazione che dimostra la spesa sostenuta. In particolare, occorre tenere:
- ricevute, quietanze o attestazioni di pagamento rilasciate dall’università; 
- copie dei versamenti effettuati tramite bonifico, PagoPA, MAV, carta di credito, bancomat o altri strumenti tracciabili; 
- certificazioni dell’Ateneo che attestino la natura della spesa, se non chiaramente indicata nella ricevuta; 
- eventuale documentazione che dimostri che lo studente è fiscalmente a carico del genitore che richiede la detrazione; 
- per le università private, documentazione utile a individuare il corso di studi e l’area disciplinare di appartenenza, necessaria per verificare il corretto limite di spesa detraibile.

 

TETTI DI SPESA

Università statali: nessun limite
Per gli atenei statali è possibile detrarre il 19% dell’intera spesa sostenuta, senza alcun tetto massimo. 

Università private e telematiche: attenzione ai limiti
Per le università non statali, invece, la detrazione del 19% si applica entro limiti fissati ogni anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), differenziati per area disciplinare e zona geografica dell’Ateneo. Per il modello 730/2026 (spese sostenute nel 2025) valgono i seguenti importi massimi.

La tassa regionale per il diritto allo studio (contributo annuo obbligatorio) può essere aggiunta ai limiti indicati nelle tabelle e resta detraibile separatamente, nel caso delle università private.

 

Esempio pratico

Se una famiglia ha pagato € 4.000 di tasse per un corso di laurea umanistico presso un’università privata del Nord, potrà portare in detrazione al massimo € 3.200. 
Il possibile recupero fiscale sarà quindi pari al 19% di € 3.200, cioè € 608. 

 

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Redazione Ratio Famiglia

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