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Sedentarietà: la pandemia nascosta

I pericoli di uno stile di vita sedentario

Definizione di salute: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità” (OMS).
È ormai risaputa l'importanza dell'attività fisica per migliorare il nostro stato di salute ma ancora molte persone tendono a identificare lo sport solamente come un momento di svago, di divertimento o addirittura di perdita di tempo, senza prendere in considerazione quanto l'attività fisica giochi un ruolo determinante per migliorare il nostro stato di salute e il nostro benessere psico-fisico.


Panorama mondiale ed europeo
Nel settembre del 2006 a Copenaghen, il Comitato Regionale per l’Europa dell’OMS approva un nuovo programma europeo sulla salute pubblica, definito nel documento di “Guadagnare salute” (in Italia approvato il 4.05.2007) con lo scopo di elaborare una strategia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche attraverso la promozione di stili di vita sani. Questa necessità è espressa successivamente nel “Libro bianco sullo sport” (Bruxelles 2007) in cui l’Unione Europea si pone come primo obbiettivo riguardo l’attività motoria: “Migliorare la salute pubblica attraverso l’attività fisica”.
Questi documenti nascono dopo una profonda analisi, che si è rivelata allarmante, riguardante le principali cause di morte nei Paesi sviluppati.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’86% dei decessi in Europa sono causati dalle malattie croniche tra cui le malattie cardiovascolari (rappresentano il 52% dei decessi e la prima causa di morte nei Paesi sviluppati), le malattie neoplastiche (19%), il diabete, le malattie respiratorie croniche, i disturbi neuro-psichiatrici, le malattie muscoloscheletriche, ecc.
Questa analisi ha suscitato grandissima preoccupazione da parte dell’OMS e di tutti gli Stati nazionali e ha messo in luce un’emergenza sanitaria vera e propria, destinata ad aumentare negli anni a causa dell’invecchiamento della popolazione e del peggioramento degli stili di vita e che diventerà insostenibile dal punto di vista economico-sociale. Ciò ha portato le grandi organizzazioni internazionali e nazionali a rivedere i propri programmi di salute pubblica intervenendo non solo in ambito ospedaliero ma soprattutto in ambito preventivo.
Questa linea di intervento risulta innovativa se pensiamo che soltanto il 3% della spesa sanitaria totale è investita in programmi di prevenzione e di sanità pubblica nei Paesi Ocse, mentre la maggior parte è impiegata nella cura dei malati. Capiamo come, per risolvere questo problema a monte, serva intraprendere un cambio di mentalità che preveda l’azione integrata di più strutture e più parti sociali (medici, scienziati motori, educatori, nutrizionisti, ecc.) per perseguire il medesimo scopo: prevenire l’insorgere delle patologie croniche e migliorare quindi la qualità della vita delle persone, ridurre la spesa sanitaria e il tasso di ospedalizzazione.

Cosa si intende per malattie croniche?
Quali sono le cause?

Per malattie croniche si intendono quelle patologie “non trasmissibili” (a differenza delle malattie infettive) che sono per la gran parte causate da stili di vita scorretti (cattiva alimentazione, sedentarietà, fumo, alcool) e da fattori ambientali (inquinamento, materiale radioattivo ecc). Sono definite “croniche” perchè possono insorgere in età giovanile e manifestarsi clinicamente dopo molti anni e spesso richiedono un approccio terapeutico integrato, sistematico e a lungo termine.
Per questo motivo le malattie croniche oltre a incidere sulla quantità di decessi, agiscono su un altro fattore, chiamato DALY: disability-adjusted life year che prende in considerazione gli anni di vita persi a causa del carico di malattia (minore qualità di vita).
Gli studi epidemiologici evidenziano come tutte le patologie croniche abbiano in comune gli stessi fattori di rischio modificabili: ossia quei fattori, che se presenti aumentano il rischio di sviluppare una determinata patologia (da soli responsabili del 60% delle perdita di anni di vita in buona salute). Questo ci fa capire che con un intervento comune su questi determinanti possiamo agire su tutte le patologie croniche.

Fattori di rischio principali
  • Fumo di tabacco.
  • Sedentarietà.
  • Basso consumo di frutta e verdura.
  • Sovrappeso/obesità.
  • Abuso di alcool.
  • Ipertensione arteriosa (1ª causa di sviluppo delle malattie cardiovascolari).
  • Ipercolesterolemia/ipertrigliceridemia.

Come prevenire queste patologie?
Abbiamo visto come queste patologie croniche siano accomunate dagli stessi fattori di rischio, di cui la maggior parte sono modificabili, quindi se noi interveniamo su tali fattori, interveniamo sulla prevenzione primaria di queste patologie, ossia preveniamo la loro insorgenza.
I fattori di rischio sono spesso correlati e coesistenti tra di loro in persone che seguono uno stile di vita scorretto. Per far fronte a questo problema, l’OMS delinea un modello di stile di vita corretto per aumentare sia la quantità sia la qualità della vita delle persone e ridurre il rischio di sviluppare queste patologie.

Modello di stile di vita ideale
  • Non fumare.
  • Alimentazione sana ed equilibrata.
  • Attività fisica.
  • Non abusare di alcool.
L’attività fisica agisce su tutti i fattori di rischio ed è quindi un potente strumento per la prevenzione di tutte le patologie croniche.

I benefici dell’attività fisica per prevenire l’insorgenza delle patologie croniche
  • Effetto ipotensivo: l’attività fisica ha un effetto sia in acuto con riduzioni della pressione arteriosa fino a 15 mmHg nelle ore successive all’esercizio e sia un effetto cronico con modificazioni neuro-ormonali, vascolari ed endoteliali che provocano una riduzione della pressione arteriosa a lungo termine e quindi una diminuzione del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari come infarto e ictus.
  • Diminuzione dei valori di colesterolo LDL e dei valori di trigliceridi con conseguente riduzione del rischio di sviluppare placche aterosclerotiche (principale causa di infarto del miocardio e ictus).
  • Miglioramento della sensibilità insulinica e del controllo glicemico e conseguente minor rischio di sviluppare diabete tipo II: l’attività fisica aiuta a controllare i livelli di glucosio nel sangue, migliora la sensibilità insulinica e permette un maggior uptake di glucosio all’interno dei muscoli.
  • Diminuzione di sovrappeso e obesità (principale fattore di rischio per le patologie cardiovascolari e metaboliche).
  • Aumento della funzione endoteliale e riduzione dell’infiammazione.
  • Diminuzione del rischio di insorgenza di tumori (in particolare tumore alla mammella, al colon e all’endometrio, ecc).
  • Diminuzione della depressione.
  • Aumento della forza muscolare e diminuzione del rischio di sarcopenia e del rischio di cadute nei soggetti anziani.

Che tipo di attività fisica?
Recentemente l’OMS ha emanato (novembre 2020) le linee guida per l’attività fisica in termini di durata, frequenza e intensità al fine di garantire lo stato di salute dell’individuo e diminuire il rischio di sviluppare patologie croniche. Per quanto riguarda la fascia 18-64 anni, le raccomandazioni dell’OMS (per avere effetti evidenti sulla salute dell’individuo) prescrivono almeno 150- 300 minuti di attività motoria di moderata intensità alla settimana o 75-150 minuti di attività motoria di vigorosa intensità alla settimana o una equivalente combinazione delle 2. Le linee guida dimostrano come si possa beneficiare di ulteriori effetti positivi, accostando all’attività aerobica 2 sedute di rinforzo muscolare alla settimana. In ogni caso qualsiasi attività fisica è meglio di niente ed è necessario diminuire la quantità di tempo trascorsa in attività sedentarie.

Che strategie adottare?
Spesso mi accorgo che la principale ragione per cui le persone non praticano attività fisica è la mancanza di tempo correlato anche a una mancanza di voglia e di motivazione.
Per questo elenco qualche consiglio pratico per lo svolgimento dell’attività fisica nella vita di tutti i giorni.
  • Usare l’attività fisica come mezzo di spostamento: andare al lavoro a piedi o in bici, usare le scale e non l’ascensore, parcheggiare a qualche metro/chilometro dal sito dove ci si deve recare, ecc.
  • Praticare l’attività fisica in compagnia, ci permetterà di sopperire all’effetto “noia” e di essere più stimolati.
  • Mettersi in gioco iscrivendosi a un gruppo sportivo: ormai i centri sportivi sono pieni di squadre di “master” che si ritrovano per fare sport in compagnia e divertendosi (gruppi di triathlon, atletica, nuoto, tennis, ciclismo, ecc).
 
È necessario tenere a mente che l’attività fisica è come una medicina che assumiamo senza effetti collaterali e che ci permette di vivere più a lungo e di vivere meglio, è un investimento che facciamo adesso per non ammalarci un domani.
 
“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere” (Jim Rohn).

 

Riguardo l'autore

Elisa Pastorio

Elisa Pastorio

Area: Dottore in scienze motorie, allenatrice e preparatrice atletica