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Memoria

Come allenare il nostro bene più prezioso

La memoria è una funzione cognitiva della mente umana, consente di assimilare, trattenere e richiamare informazioni, nozioni ed esperienze.


Come si forma un ricordo
Ogni volta che un individuo si trova a sperimentare qualcosa, come leggere un numero o guardare un nuovo viso, l’esperienza appena vissuta si trasforma in un impulso di energia elettrica. L’informazione, che viaggia in una rete di neuroni, arriva alla memoria a breve termine per poi trasferirsi a quella a lungo termine ed essere infine immagazzinata in varie aree del cervello. L’individuo potrà così recuperarla quando ne avrà bisogno.
Questo processo può essere schematizzato individuando 3 fasi che rappresentano l’intero processo di elaborazione della memoria.
 
Fase di codifica
L’informazione viene trasformata in un codice così che la memoria possa riconoscerla.
Fase di ritenzione
L’informazione viene stabilizzata in una condizione di lungo termine.
Fase di recupero
Si attiva nel momento in cui si procede con il recupero del ricordo dalla memoria a lungo termine.

Memoria ed emozioni
Ogni essere umano avrà fatto esperienza di quanto sia più facile memorizzare momenti o informazioni con un forte impatto emotivo.
Difficilmente si tende a dimenticare il nome del migliore amico d’infanzia mentre quasi nessuno ricorda quello di una persona incontrata di sfuggita al supermercato qualche giorno prima. Questo perché l’amigdala, struttura del cervello che si occupa di elaborare le emozioni, ha la capacità di formare ricordi molto tenaci.
L’ippocampo, l’area cruciale per la formazione della memoria, riceve dei messaggi dall’amigdala su cosa sia importante ricordare in base all’impatto emotivo registrato.

Come si perdono i ricordi
Vari fattori possono influenzare la perdita di un ricordo.
1. Età: invecchiando l’ippocampo perde il 5% dei suoi neuroni ogni decennio per una perdita totale del 20% quando si raggiungono gli 80 anni. Diventa quindi sempre più difficile rievocare i ricordi.
2. Stress cronico: se la persona si trova a vivere in una perenne condizione di stress, il corpo va in iperallerta. Questa reazione consente di affronta-re lo stress, perché rilascia sostanze chimiche che aiutano la produzione di energia, ma vanno ad inficiare il corretto funzionamento di ippocampo ed amigdala.
3. Depressione: bassi livelli di serotonina riducono il livello di concentrazione, influendo sulla capacità di immagazzinare ricordi a breve termine.
4. Isolamento: l’integrazione sociale è una delle migliori forme di allenamento cerebrale.

Allenare la memoria
Vari studi scientifici hanno riscontrato una serie di comportamenti ed atteggiamenti che permetterebbero alla memoria di non perdere le sue funziona-lità o addirittura di potenziarsi.
1. Mantenersi fisicamente attivi
L’attività fisica aumenta il volume e le dimensioni dell’ippocampo e favorisce la nascita di nuove cellule cerebrali. È stato anche dimostrato come la pratica di attività fisica in età avanzata riduca l’incidenza di demenza senile.
2. Corretto stile alimentare
Il cervello ha bisogno di tutti i giusti nutrienti per funzionare in modo corretto. In particolare la vitamina B, il calcio, il ferro e gli omega3 possono dare un contributo fondamentale per favorire un corretto funzionamento della memoria umana e contrastare i processi degenerativi negli anziani.
3. Tenere il cervello sempre allenato
La mente deve essere quotidianamente sollecitata con piccole e grandi sfide che la costringano ad attivarsi evitando di cadere nell’effetto routine. Imparare una nuova lingua può essere sicuramente un ottimo stratagemma per tenere allenata la propria memoria. Può bastare però molto meno come riorganizzare la propria scrivania o provare a cucinare qualcosa di nuovo.
4. Tecniche di associazione e collegamento
Si tratta di specifiche tecniche che consentono di mantenere allenato il cervello e di andare a ricordare dati ed informazioni, altrimenti di difficile memorizzazione.

Chester Santos, campione statunitense di memoria, durante uno dei suoi numerosi corsi di formazione, ha provato in 3 minuti a far memorizzare alla platea presente in sala le seguenti parole: scimmia, ferro, corda, aquilone, casa, carta, scarpa, verme, matita, busta, fiume, roccia, albero, formaggio, quarto di dollaro. Lo ha fatto utilizzando una storia: “Immaginati una scimmia con un ferro da stiro in mano. Poi una grossa corda che scende dal cielo. Immaginati di sentirne la consistenza. Alzate lo sguardo e vedete che la corda è legata ad un aquilone. Ma appena lo notate, si alza un gran vento che lo spinge sul tetto di una casa.
La casa è tutta ricoperta di pezzi di carta. Immaginate una casa ricoperta di post-it gialli, migliaia di pezzetti di carta gialla, come fossero piastrelle. Poi appare una scarpa gigantesca e comincia a camminare intorno alla casa e a lasciare le sue impronte sui post-it. Ma quella scarpa è così marcia e puzzolente che è abitata da vermi, quindi immaginate un verme uscire lentamente da un occhiello dei lacci. Improvvisamente il verme si trasforma in una matita e inizia a scrivere su una busta che compare sul tetto della casa. Poi si alza di nuovo il vento e la matita e la busta vengono sollevate e scaraventate in un fiume in piena. Ora immaginate un fiume con una corrente talmente impetuosa da creare della rapide che vanno ad infrangersi su una grande roccia. Come per magia, la roccia si assottiglia e si trasforma in un bellissimo albero, ma è un albero particolare: anziché frutti produce forme di formaggio. Poi accade la cosa più sorprendente di tutte: improvvisamente, le forme di formaggio esplodono, come certi frutti quando sono maturi, ma invece dei semi contengono quarti di dollaro”.
Santos ha raccontato la storia per 2 volte e alla fine tutti i presenti sono riusciti a ripetere l’elenco senza dimenticare nessuna delle 15 parole presenti.

Riguardo l'autore

Claudio Sbrolla

Claudio Sbrolla

Area: Salute e benessere