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In Italia consumiamo sempre più suolo



I dati parlano chiaro. In Italia il consumo di suolo torna a crescere e nel 2021 sfiora i 70 km2 di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato. A livello regionale la Valle d’Aosta è la Regione con il consumo inferiore, ma aggiunge comunque più di 10 ettari alla sua superficie consumata, la Liguria è riuscita a contenere il nuovo consumo di suolo al di sotto dei 50 ettari, mentre Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Basilicata e Calabria si mantengono sotto ai 100 ettari. Gli incrementi maggiori sono avvenuti in Lombardia (con 883 ettari in più), Veneto (+684 ettari), Emilia Romagna (+658), Piemonte (+630) e Puglia (+499). All’espansione edilizia urbana si sommano le cubature di edifici utilizzati nel settore della logistica, settore cresciuto in parallelo alla crescita dell’e-commerce che ha anche spinto alla costruzione di nuovi poli logistici rilevati anche in aree a pericolosità idrogeologica elevata. “Capannoni e magazzini hanno occupato ben 323 ettari nel 2021 prevalentemente nel Nord-Est (105 ettari) e nel Nord-Ovest (89 ettari)”. In questo panorama a tinte fosche ci sono dei bagliori di speranza che mettono in risalto le politiche virtuose delle amministrazioni locali. Como, Impruneta e Marano di Valpolicella si aggiudicano la prima edizione del concorso ISPRA e conquistano il titolo di “Comune Risparmia suolo” del 2022.

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