Sempre più città italiane mettono a disposizione biciclette e monopattini elettrici da utilizzare per brevi spostamenti. È un sistema pensato per chi desidera evitare il traffico, risparmiare sui costi del parcheggio o raggiungere rapidamente una stazione ferroviaria, il luogo di lavoro o un museo durante una vacanza. Grazie a un’app sullo smartphone è possibile individuare il mezzo più vicino, sbloccarlo e pagare soltanto il tempo di utilizzo.
Che cos’è il bike sharing
Il bike sharing è un servizio di noleggio a breve termine che permette di utilizzare una bicicletta senza possederla. Le biciclette possono essere tradizionali oppure a pedalata assistita.
Nella maggior parte dei casi il funzionamento è molto semplice: si individua il mezzo disponibile tramite un’applicazione, lo si sblocca con lo smartphone, lo si utilizza per il tragitto desiderato e lo si riconsegna secondo le modalità previste dal gestore.
Lo stesso principio viene applicato ai monopattini elettrici, ormai diffusi in molte città italiane e straniere, e anche agli scooter elettrici.
Come sapere se il servizio è disponibile
È possibile verificare facilmente se una città dispone di servizi di bike sharing o monopattini.
I metodi più semplici sono:
- consultare il sito del Comune, che spesso dedica una sezione alla mobilità sostenibile;
- verificare direttamente sulle app dei principali operatori, che mostrano le città coperte e la disponibilità dei mezzi;
- effettuare una ricerca online con il nome della città seguito da “bike sharing” oppure “monopattini elettrici”.
Nelle principali destinazioni turistiche italiane ed europee questi servizi sono ormai molto diffusi.
Cosa serve per aderire
L’iscrizione richiede generalmente:
- uno smartphone con connessione Internet;
- un indirizzo e-mail;
- un numero di telefono cellulare;
- un metodo di pagamento elettronico.
Per i monopattini elettrici è normalmente richiesta anche la maggiore età oppure l’età minima prevista dalla normativa vigente e dalle condizioni del gestore.
Prima del primo utilizzo conviene leggere attentamente il regolamento del servizio, che indica le aree in cui è consentito circolare e quelle in cui il mezzo deve essere parcheggiato.
Come funziona
Per utilizzare il servizio occorrono pochi passaggi:
- scaricare l’app del gestore;
- registrarsi inserendo i propri dati;
- associare un metodo di pagamento, come carta di credito, carta prepagata o altri sistemi digitali;
- individuare sulla mappa il mezzo disponibile più vicino;
- inquadrare il codice QR presente sul veicolo oppure premere il comando di sblocco nell’app;
- al termine del viaggio, parcheggiare correttamente il mezzo e chiudere il noleggio tramite l’applicazione.
Come si paga
Uno degli aspetti che incuriosisce chi non ha mai utilizzato il bike sharing riguarda il pagamento. Nella maggior parte dei casi il costo viene addebitato automaticamente sul metodo di pagamento associato all’account. Oltre alla tariffa a consumo (solitamente in base ai minuti di utilizzo), molti operatori propongono abbonamenti giornalieri, settimanali o mensili che consentono di effettuare più corse a un prezzo complessivamente inferiore. Prima di iniziare il noleggio è sempre opportuno consultare il tariffario, verificando anche l’eventuale presenza di costi aggiuntivi, come le penali per il parcheggio in aree non consentite.
Bike sharing “a stazione” o “free floating”
Non tutti i servizi funzionano allo stesso modo. In alcune città le biciclette devono essere prelevate e riconsegnate presso apposite stazioni distribuite sul territorio. In altre, invece, viene utilizzato il sistema cosiddetto free floating, che permette di prendere e lasciare il mezzo in qualsiasi punto autorizzato all’interno dell’area coperta dal servizio. Quest’ultima modalità offre maggiore flessibilità, ma richiede particolare attenzione nel parcheggio, che deve avvenire senza creare intralcio a pedoni e veicoli.
Attenzione alla sicurezza
Prima di partire è sempre consigliabile dedicare qualche istante al controllo del mezzo. È opportuno verificare che freni, pneumatici e luci siano in buone condizioni e che la batteria, nel caso dei mezzi elettrici, abbia un’autonomia sufficiente per completare il tragitto. Anche se non sempre obbligatorio per le biciclette, l’uso del casco rappresenta una scelta prudente, soprattutto quando si percorrono strade trafficate o non si ha particolare esperienza.
Se il mezzo presenta un problema
Può capitare di trovare una bicicletta con una gomma sgonfia o un monopattino con un guasto. In questi casi è preferibile non utilizzarlo e segnalarlo immediatamente attraverso l’applicazione del gestore, che normalmente consente di indicare il tipo di anomalia con pochi tocchi. In questo modo il mezzo viene ritirato o sottoposto a manutenzione, contribuendo a mantenere il servizio efficiente e sicuro per tutti.

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