Guida al congedo parentale



Cos’è il congedo parentale?
Il congedo parentale è un diritto riconosciuto dalla legge italiana che permette ad entrambi i genitori lavoratori di astenersi dal lavoro per occuparsi dei propri figli nei primi anni di vita o entro un determinato periodo dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento. 
Si distingue dai congedi di maternità e paternità obbligatoria poiché offre ai genitori la possibilità, ma non l’obbligo, di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del proprio figlio. A differenza dei congedi obbligatori, che hanno come scopo principale la tutela della salute della madre e del bambino, il congedo parentale ha una funzione essenzialmente assistenziale, volta a favorire la cura del minore nei primi anni di vita. 

Chi può usufruirne?
Hanno diritto al congedo parentale:
- genitori lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico;
- genitori lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione Separata (con regole specifiche).

Se si è lavoratori autonomi o iscritti alla Gestione Separata Inps, le regole di durata e indennità sono diverse e in genere più limitate rispetto ai lavoratori dipendenti.  

Quanto dura il congedo parentale per i lavoratori dipendenti?
Presenza di entrambi i genitori:
- se fruisce solo la madre, il congedo massimo è di 6 mesi, dopo il periodo obbligatorio di maternità;
- se fruisce solo il padre, il periodo massimo è di 7 mesi dalla nascita del figlio.

Se entrambi i genitori si alternano, il limite complessivo è di 11 mesi, nel rispetto dei limiti individuali sopra descritti.

Presenza di un solo genitore:
in caso di assenza dell’altro genitore, il genitore presente può fruire fino a 11 mesi di congedo.

Presenza iniziale di un solo genitore, con successivo inserimento del secondo:
il congedo massimo complessivo è di 10 mesi, che può diventare 11 mesi se il padre si astiene dal lavoro per almeno 3 mesi;
la durata spettante al secondo genitore si calcola sottraendo i mesi già fruiti dal primo genitore.

Qual è l’indennità economica?
L’indennità economica del congedo parentale:
- per i primi mesi effettuati entro i 6 anni di vita del figlio, si possono usufruire fino a 3 mesi di congedo con indennità all’80% della retribuzione (alternativamente tra i genitori);
- gli altri mesi di congedo, fino al limite massimo consentito, sono erogati al 30% della retribuzione (con regole di reddito per eventuali ulteriori periodi). 

Come si presenta la domanda?
La domanda va presentata all’Inps tramite i canali online:
- autonomamente dal sito dell’Inps  sezione “Domande di maternità/paternità”  “Indennità di congedo parentale”;
- oppure tramite patronati o contact center. 
 
Si può usufruire del periodo di congedo in modo frazionato?
Sì, il congedo parentale può essere fruito:
- in modo continuativo o frazionato;
- anche su base oraria secondo quanto stabilito dalla contrattazione collettiva o accordi aziendali.

Sempre nei limiti totali di fruizione dei periodi spettanti precedentemente descritti. 
 
Serve l’autorizzazione del datore di lavoro?
No, il congedo parentale è un diritto del lavoratore e non richiede approvazione.
Tuttavia, è obbligatorio rispettare i termini di preavviso di comunicazione al datore di lavoro stabiliti dalla legge o dal contratto collettivo applicato dall’azienda.

 

Cosa cambia dal 2026?

Con la legge di Bilancio 2026, il termine entro cui usufruire del congedo parentale da parte dei lavoratori dipendenti passa dai 12 ai 14 anni di vita del figlio.

Questo intervento consente di avere un arco di tempo più ampio per prendersi cura della propria famiglia, favorendo l’equilibrio tra gli impegni familiari, le responsabilità scolastiche dei figli e le attività lavorative, e permettendo una gestione più serena e organizzata della vita quotidiana.

 

Consigli pratici per l’utilizzo del congedo

Pianifica con anticipo

Pianifica in anticipo i periodi di congedo, soprattutto se prevedi di sfruttare i mesi con indennità maggiorata in quanto devono essere fruiti alternativamente tra i genitori. Verifica nello specifico il C.C.N.L applicato dall’azienda sulle modalità di utilizzo del congedo.

Monitora con attenzione i periodi di congedo fruiti

L’Inps ha introdotto un nuovo strumento ufficiale dedicato alla gestione del congedo parentale, pensato per offrire maggiore chiarezza e controllo sia ai genitori sia agli operatori coinvolti. Il sistema consente di registrare in modo puntuale i giorni di congedo già fruiti e quelli ancora disponibili per ciascun genitore, permettendo un monitoraggio costante del rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente.
Verifica nello specifico il C.C.N.L applicato dall’azienda sulle modalità di utilizzo del congedo.

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Andrea Olivetti

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