Sakura: i migliori ciliegi da fiore

Segna la primavera, risveglia la natura. Il ciliegio è una specie di grande fascino, dotata di notevoli potenzialità ornamentali e paesaggistiche.
Dopo lunghi periodi di riposo vegetativo, terminata la stagione fredda, osservare le gemme gonfie e i boccioli pronti a fiorire è una spinta a ripartire. Vi sono molte altre piante ornamentali in grado di fiorire precocemente, ben prima dei ciliegi, ma la bellezza dei Sakura (fiori di ciliegio) è davvero senza pari, soprattutto se le piante sono riunite in gruppi o filari.
In Giappone, l’Agenzia meteorologica nazionale studia attentamente le temperature per cercare di prevedere con quanta più accuratezza possibile il periodo esatto della fioritura. Sì, perché nel Paese del Sol Levante l’osservazione dei fiori di ciliegio è molto più di uno sguardo veloce, di una rapida occhiata a una effimera nuvola rosa che adorna parchi e giardini. Esiste un termine apposito - Hanami - che indica la tradizionale usanza di celebrare la fioritura osservando gli alberi nel corso delle belle giornate di primavera. Non solo: la pratica è tanto sentita da protrarsi sino al calare del sole quando le famiglie e i gruppi di amici si riuniscono nei parchi (in questo caso si parla di Yozakura ossia Sakura serale). Non si tratta tuttavia di una moda passeggera, né di un tentativo tardivo di riconciliare l’uomo e la natura.
Questa tradizione ha origini antichissime che affondano le radici nel periodo Nara risalente a circa 1.300 anni or sono, quando la dinastia cinese Tang influenzò profondamente la cultura del Paese nipponico.
Curioso sapere poi che, inizialmente, l’interesse non era rivolto ai ciliegi ma ai più “umili” pruni (Ume) i quali vennero velocemente soppiantanti dall’eleganza della fioritura delle numerose specie di ciliegio che, proprio nell’Estremo Oriente, trovano le migliori condizioni per prosperare.
Tutto iniziò con l’imperatore Saga che fece mettere a dimora numerosi alberi di ciliegio nel giardino del palazzo imperiale di Kyoto, sotto i quali era solito organizzare esclusive feste danzanti, riservate però solamente ai nobili e ai samurai.
Nell’epoca Kedo, la tradizione dell’Hanami divenne pratica comune con le famiglie impazienti di radunarsi ai piedi dei ciliegi in fiore per gustare ricche colazioni e porgere offerte auspicando di ottenere buoni raccolti nei campi.
Oggi la pratica continua, resa ancora più salda dal fatto che la fioritura coincide con l’avvio dell’anno scolastico.

Hanami su misura
Godere dello spettacolo dei ciliegi in fiore è oggi alla portata di tutti. Dall’epoca Kedo sono passati molti secoli e, soprattutto nel corso dell’ultimo, la ricerca vivaistica ha fatto veri e propri passi da gigante. Sono molte le specie – e probabilmente centinaia le varietà – che sono state selezionate nel tempo tanto che oggi sono disponibili ciliegi di taglia più o meno contenuta e caratterizzati da portamenti molto diversi tra loro.
La stessa fioritura, punto forte della specie, si differenzia in modo sostanziale a seconda delle cultivar: i fiori possono infatti essere semplici o doppi, più o meno picciolati. I ciliegi – anche quelli diffusi in Giappone – non sono infatti specie “naturali” ma sono state ottenute artificialmente da parte dell’uomo con incessanti lavori di selezione e incrocio. Anche il ciliegio simbolo dell’Hanami, conosciuto come ‘Somei-yoshino’, è in realtà un ibrido dal fiore semplice di colore bianco puro, selezionato nell’Ottocento in Estremo Oriente.
Dal punto di vista colturale, i ciliegi non richiedono particolari attenzioni. Se il terreno è ben drenato e privo di ristagni, le piante si svilupperanno e fioriranno con facilità, a patto di disporre di sufficiente radiazione luminosa. Quest’ultima è fondamentale anche per fare assumere i caratteristici colori caldi al fogliame autunnale.
Sul mercato italiano si possono trovare molte varietà di ciliegio da fiore. Ecco una rassegna delle principali.

Sato-Zakura, i ciliegi di città
Prima ancora della nascita della cultivar ‘Somei-yoshino’ esistevano molte altre varietà, più o meno strettamente imparentate con quella che sarebbe poi divenuta la scelta di elezione dei giapponesi. I cosiddetti Sato-Zakura sono “ciliegi da città”, appositamente selezionati per adornare i giardini dei centri abitati, sovente piantati nei pressi di templi o cimiteri.
Sono molti i ciliegi appartenenti a questa categoria ad avere raggiunto il successo ben oltre i confini nazionali, diffondendosi negli Stati Uniti d’America e in Europa.
Tra questi uno dei più fortunati è certamente ‘Kanzan’, conosciuto altresì come ‘Sekiyama’. Varietà coltivata da almeno tre secoli è ancora oggi molto utilizzato nei parchi e nei filari stradali; specie estremamente robusta, è in grado di prodursi in abbondanti fioriture pendule caratterizzate da fiori doppi di grandi dimensioni.
Dove lo spazio scarseggia, si può utilizzare la varietà ‘Amanogawa’, selezionata all’inizio del diciannovesimo secolo. Si tratta di una cultivar dal portamento strettamente fastigiato, ossia con rami inseriti quasi verticalmente sul fusto. I fiori sono semplici o semidoppi di colore rosa molto pallido tanto che il suo nome significa letteralmente “via lattea”. La fioritura è molto abbondante e si protrae per tutto il mese di aprile.
Fastigiata è anche la varietà ‘Umineko’, leggermente più grande della ‘Amanogawa’, ma comunque molto adatta ai giardini più piccoli.
La fioritura primaverile produce fiori semplici di colore bianco puro (Umineko significa appunto “gabbiano” a ricordare il candore del piumaggio), mentre il fogliame ravviva con toni vivaci gli spazi aperti autunnali.
Altra varietà diffusa nel nostro Paese e facilmente reperibile nei vivai, ancora più antica, è ‘Ukon’, ibrido alto sino a otto metri che in giapponese significa “di colore giallo”.
I fiori semidoppi, grandi sino a 5 centimetri, presentano infatti una colorazione che va dal giallo primula al giallo zolfo. La chioma è molto espansa tanto che non è difficile trovare esemplari con larghezza superiore all’altezza. Nel corso dell’estate le foglie volgono al rosso intenso prima di virare al violaceo in autunno.

Yama-Zakura, i ciliegi di montagna
Poco utilizzati da noi, in Giappone sono tenuti nella medesima considerazione dei loro cugini “di città”. Gli Yama-Zakura sono ciliegi spontanei o loro incroci, spesso caratterizzati da fiori di piccola dimensione, che trovano il loro habitat ideale lungo le pendici dei monti giapponesi.
Sulle montagne dello Honshu e del Kyushu, rispettivamente la prima e la terza isola più grande dell’arcipelago giapponese, vive Prunus pendula, alto sino a 15 metri e caratterizzato da piccoli rami secondari penduli che in primavera si ricoprono di fiori bianchi semplici (rosa intenso nella varietà ‘Pendula Rosea’).
Delle regioni centrali del Giappone è invece originario Prunus subhirtella, da alcuni considerata una specie, da altri un ibrido naturale. Al di là delle questioni che appassionano solo una stretta cerchia di botanici, dal punto di vista ornamentale questo ciliegio si distingue per i rami primari arcuati che diventano chiaramente piangenti nelle cultivar del gruppo ‘Pendula’.
Abbastanza diffusa è la varietà ‘Autumnalis Rosea’, di piccole dimensioni, che sorprende tutti gli anni con la sua fioritura decisamente fuori stagione: i fiori – semidoppi con il centro rosato – si aprono tra novembre e marzo, appena prima della caduta delle foglie.

Riguardo l'autore

Luca Masotto

Titolo: Dottore agronomo libero professionista