È molto probabile che abbiate già sentito parlare di certificates (o certificati), perché sono un prodotto che sempre più spesso banche, private bankers e consulenti finanziari propongono ai propri clienti. Il successo dei certificati è dimostrato dai volumi raggiunti dal collocamento di questi prodotti, che al 30.09.2018 ha superato i 7 miliardi di Euro, e si può ritenere che al 31.12.2018 il volume di certificates collocati raggiungerà i 10 miliardi di Euro, eguagliando il massimo storico del 2015.
Cosa sono esattamente i certificates?
Si tratta di strumenti finanziari derivati, appartenenti a famiglie con caratteristiche e con profili di rischio/rendimento molto diversi tra loro.
Quando si incontra il termine derivati, è sempre opportuno rizzare le antenne, perché solitamente gli strumenti finanziari derivati sono strumenti complessi. Tuttavia non risulta corretto etichettare i certificates come prodotti buoni o cattivi. Dipende dall’impiego che ne viene fatto.
Acquistare o vendere certificati è un’operazione molto semplice, perché i certificati sono negoziati proprio come titoli azionari.
 
Ma cosa sono più in dettaglio i certificates?
I certificates sono derivati cartolarizzati, ossia una combinazione di contratti finanziari incorporati in un unico titolo, emessi da istituzioni finanziarie obbligate al pagamento dei flussi contrattualmente previsti.

Fattori di rendimento
Le componenti di un certificato possono essere varie e il rendimento può dipendere da:
- variabilità del sottostante (esposizione al rialzo e/o al ribasso);
- distribuzione di cedole (coupon) durante la vita dello strumento;
- rimborso anticipato con relativo premio riconosciuto all’investitore;
- protezione completa, parziale, oppure condizionata del capitale investito all’emissione;
- premio a scadenza.

Non investendo direttamente nel sottostante, l’investitore non beneficia invece dei dividendi distribuiti dall’attività sottostante.

Come si utilizzano quindi i certificates?
Come detto, la negoziazione dei certificati avviene su mercati regolamentati e i certificati si acquistano e si vendono con le stesse metodologie con le quali si negoziano le azioni o le obbligazioni quotate.
Operativamente, un investitore deve, innanzitutto, individuare una tipologia di attività nella quale desidera investire (azioni, obbligazioni, valute, tassi di interesse, materie prime) in base alle proprie aspettative sul mercato, e all’interno di questa tipologia, individuare su quali titoli e su quali indici investire.
Esemplificando, un investitore potrebbe aver individuato come asset class le obbligazioni e, una volta fatta questa scelta, individuare le obbligazioni emesse da governi centrali con rating AAA.

Arrivato a questo punto della scelta d’investimento, l’investitore dovrà individuare la combinazione rischio/rendimento in grado di contemperare le proprie aspettative sull’andamento di mercato del sottostante e la propria propensione al rischio.
Un investitore che ha forti attese rialziste o ribassiste, può individuare un prodotto con leva finanziaria, cioè un prodotto che varia il proprio valore di mercato in base ad un multiplo della variazione del valore di mercato del sottostante. Un investitore che vuole coprirsi dalle perdite, può individuare un prodotto che gli offra una copertura totale o parziale dell’investimento effettuato.
Inoltre, l’investitore dovrà anche individuare l’orizzonte temporale (durata) del proprio investimento.

Naturalmente un investitore potrebbe anche individuare una molteplicità di asset class e combinarle con diversi livelli di propensione al rischio, operando con più certificates.

Fattori di prezzo
L’andamento dei prezzi di un certificate dipende dai seguenti fattori:
- volatilità del sottostante;
- correlazione tra i sottostanti qualora siano più di uno;
- passare del tempo;
- i dividendi attesi;
- dinamica dei tassi di interesse e delle valute in cui sono espressi i prezzi dei sottostanti.

Da quanto fin qui indicato, si può chiaramente intuire che i certificates sono strumenti complessi, che vanno quindi negoziati con prudenza, da investitori con adeguate competenze in materia, o da investitori che pur non avendo in prima persona adeguate competenze, sono supportate da consulenti in grado di affiancarli.

Come sempre quando si tratta di strumenti finanziari è opportuno che un investitore si muova con consapevolezza, avendo a disposizione tutte le informazioni, e laddove necessario con il supporto di professionisti, senza escludere a priori nessuna opportunità, ma rifiutandola solo in seguito a ragion veduta.

Vantaggi certificates

Riguardo l'autore

Roberto Franzoni

Titolo: Dottore in Economia e Commercio