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Saldi invernali

Alcuni consigli per evitare le truffe

Per molte persone i saldi rappresentano l'occasione per concedersi qualche sfizio altrimenti impossibile in altri periodi dell'anno.  Al fine di non incorrere in possibili truffe, durante l'acquisto, è bene valutare le reali opportunità di risparmio, controllare il rapporto qualità/prezzo e ricordare che la riduzione dei prezzi non comporta una diminuzione dei diritti del compratore. Nel caso ci si accorga troppo tardi di essere stati “fregati” ci si può rivolgere comunque alla Polizia locale, all'ufficio comunale per il commercio o alle associazioni dei consumatori. Di seguito sono riportate alcune semplici regole che possono evitare di avere brutte sorprese.
Prima dei saldi
Qualche giorno prima della data prevista per l’inizio dei saldi sarebbe opportuno “fare un giro” per negozi, individuando i prodotti di interesse, segnando il prezzo a cui sono venduti, per poter verificare successivamente:
  • che il prezzo sia realmente dimi-nuito;
  • l’effettiva percentuale di sconto applicata;
  • la migliore proposta tra più punti vendita.
Un giro di ricognizione sarà utile anche per assicurarci che la merce che sarà venduta in negozio sia veramente quella di stagione e non un avanzo di magazzino.
Potrebbe essere utile anche:
  • fotografare con il cellulare i prezzi dei prodotti che si vogliono acquistare successivamente così da poter dimostrare con una foto, in caso di saldi fasulli, l’irregolarità alla Guardia di Finanza;
  • tracciare una mappa dettagliata dei negozi dove entrare ed evitare così perdite di tempo, stress e ansia. 
Percentuali di sconto
Innanzitutto è bene non lasciarsi attrarre da sconti che superano il 50% del costo iniziale. 
Difficilmente, infatti, un commerciante applica ricarichi del 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produce da sé e per questo ha margini più ampi nella determinazione del prezzo.
 
È possibile trovare sconti del 60/70% ma quasi sicuramente faranno riferimento a collezioni di anni precedenti: si può approfittare dell’offerta purché ci sia la consapevolezza che non si sta acquistando l’ultimo modello prodotto. 

Assicurarsi che sul cartellino sia specificato il prezzo originale di vendita, lo sconto applicato (in percentuale) e il prezzo finale. I prodotti in saldo dovrebbero, comunque, essere separati da quelli non scontati al fine di non generare confusione nel consumatore tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno.
 
Un prezzo del tipo € 49,90 corrisponde a € 50,00 e non a € 49,00.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato. Se alla cassa è praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato,  è bene comunicarlo al negoziante e, in caso di difficoltà, si può contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune.
 
La Polizia Annonaria controlla e garantisce il rispetto delle normative relative:
- al corretto svolgimento delle attività produttive (sia in sede fissa che ambulanti);
- al regolare svolgimento delle vendite promozionali e di liquidazione;
- alla libera concorrenza;
al fine di tutelare i consumatori.

Cosa acquistare?
È sempre meglio preferire l’acquisto di capi venduti in pochissimi numeri e taglie, poiché si tratta generalmente di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (ad esempio pochi numeri di uno stesso paio di scarpe). 
Se l’assortimento di taglie e colori è ampio potrebbe trattarsi di merce immessa sul mercato per l’occasione con un “finto” prezzo scontato.
È preferibile, inoltre, acquistare capi classici, in tinte neutre e che realmente si indossano di più, al fine di evitare acquisti inutili che rischiano di giacere inutilizzati nell’armadio.
 
La legge prevede che i saldi possano non riguardare tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda.


Attenzione all’etichetta
Controllare sempre che sui capi sia presente e ben visibile l’etichetta riportante la compisizione dei capi e le istruzioni per la manutenzione.
Secondo quanto imposto dalla legge italiana, infatti, tutti i prodotti tessili devono riportare un’etichetta che specifichi la loro composizione fibrosa (etichetta fibrosa) e le regole per la manutenzione del capo (etichetta di manutenzione).
La prima deve:
  • contenere la ragione sociale o il marchio dell’azienda che ha immesso il prodotto sul mercato;
  • indicare il Paese di origine;
  • presentare per esteso il nome delle fibre tessili che compongono il prodotto (non sono ammesse sigle o abbreviazioni);
  • indicare la presenza di parti non tessili di origine animale;
  • essere scritta in modo chiaro e leggibile e in lingua italiana.
La seconda, invece, deve contenere i simboli di lavaggio e manutenzione del capo (secondo la simbologia unificata specificata da una normativa internazionale). Ciò permette:
  • al consumatore, di evitare di incorrere in spiacevoli sorprese durante il lavaggio;
  • al produttore, di evitare lunghi contenziosi  in caso di danni riportati dai capi sottoposti a manutenzione differente da quella specificata in etichetta.
È bene tener presente durante l’acquisto che:
  • i prodotti naturali costano di più di quelli sintetici;
  • i capi di lana (a differenza di quelli di pura lana vergine) possono essere riciclati.
Inoltre, è bene accertarsi della provenienza dei capi, poiché quelli arrivati dai Paesi asiatici potrebbero essere trattati con pesticidi o antimuffe che potrebbero provocare allergie al contatto con la pelle.

Prove e cambi
Consentire la prova dei capi non è un obbligo per il commerciante. Quando possibile, è consigliabile provare sempre l’articolo scelto per verificare l’assenza di difetti; in caso contrario diffidare dall’acquisto. Anche la possibilità di cambiare il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, per cui conviene sempre chiedere al negoziante se sarà possibile cambiare il capo ed entro quanto tempo nel caso in cui la taglia fosse sbagliata o si fosse cambiato idea.

Garanzie
Lo scontrino va sempre conservato. Dato che è stampato su carta chimica e potrebbe sbiadire col tempo è utile farne una copia che rappresenterà la prova di acquisto.
Mentre il cambio della merce (nel caso di taglia errata) è a discrezione del negoziante, egli è obbligato al cambio, alla riparazione o alla restituzione del denaro, anche nel periodo dei saldi,  se entro 2 mesi dall’acquisto il prodotto risulta danneggiato o non conforme (il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore).
È obbligo del venditore, infatti, fornire all’acquirente beni conformi alle descrizioni fatte e utilizzabili per gli scopi dichiarati; anche la pubblicità è considerata una dichiarazione efficace ai sensi di legge e, quindi, anche una promessa fatta attraverso la pubblicità e non corrispondente alla realtà, può generare un problema per il venditore.
Nel caso in cui il negoziante non voglia adempiere ai propri doveri ci si può rivolgere al Giudice di Pace del tribunale più vicino o chiedere consiglio alle associazioni per la tutela dei consumatori.

Modalità di pagamento
È obbligo del negoziante accettare il pagamento tramite carta di credito o bancomat anche durante il periodo dei saldi, ovviamente senza nessuna maggiorazione dei costi. 
È bene diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposto l’adesivo  della convenzione.

Fissare un budget
Può essere utile uscire di casa con un preciso budget in mente: i saldi invogliano all’acquisto (soprattutto a rate) e il rischio che si corre è quello di rendersi conto solo successivamente, a transazione avvenuta, di non poter sostenere certi tipi di spesa.

Data di inizio dei saldi
Al fine di rendere omogenea su tutto il territorio nazionale la data di inizio delle vendite di fine stagione, la Conferenza Unificata dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome ha stabilito che i saldi invernali inizieranno il primo giorno feriale antecedente all’Epifania (per i saldi 2017 l’inizio è fissato il 5.01.2017). Qualora, il primo giorno fosse lunedì l’inizio dei saldi è anticipato al sabato.
Per quanto riguarda i saldi estivi, invece, la data di inizio coincide con il primo sabato di luglio.
È consigliabile, però, consultare Internet o i telegiornali per essere al corrente di eventuali cambiamenti e di ulteriori decisioni che potrebbero essere prese successivamente alla pubblicazione di questo articolo.

Riguardo l'autore

Alessandro Beruffi

Alessandro Beruffi

Area: Redazione di Ratio Famiglia