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Valvole termostatiche

Tutto quello che c’è da sapere

Valvole termostatiche: una novità importante è approdata da poco all'interno delle famiglie italiane. E se da un lato può dimostrarsi una “rottura” da un punto di vista delle spese per ciascun nucleo interessato all'argomento (l'obbligo di installazione per coloro che abitano in un condominio è infatti divenuto tale per un intervento governativo), guardando l'altro lato della medaglia è possibile scoprire che il provvedimento può, invece, produrre benefici su 2 fronti: l'inquinamento atmosferico e il portafogli dei nuclei familiari. E non è cosa trascurabile.
Cosa dice la legge
Risale al 31.12.2016, con successiva proroga al 30.06.2017, l’obbligo per gli inquilini che abitano in appartamenti condominiali allacciati ad un riscaldamento centralizzato, di installare le cosiddette “valvole termostatiche” agli impianti di riscaldamento. Risultato: meno costi per le famiglie e drastica riduzione di CO2 in atmosfera. Il mancato adattamento alle norme in essere, come previsto dal Consiglio dei Ministri, comporta ovviamente multe salate.

Cos’è una valvola termostatica
Si tratta di un dispositivo formato da una valvola autoregolante collegata ad un termostato che ha la funzione di regolare l’apertura della valvola, tenendo conto della temperatura percepita in quel momento nel locale. Negli impianti di riscaldamento come caloriferi o termosifoni regolano il flusso di immissione di acqua calda a seconda dei gradi presenti nella stanza. Le valvole non vanno impostate tutte le volte, poiché esse si attiveranno autonomamente una volta accesa la caldaia.

Quanto costano
Oltre all’artigiano di fiducia, basta un rapido giro sul web per sapere quanto costa il lavoro di installazione della valvola termostatica, che, è buono a sapersi, va applicata su ciascun calorifero presente nell’appartamento. La media dei costi va da € 70,00 a € 100,00 circa per valvola. Dunque cifre non proprio da poco per una famiglia media.

Detrazioni
Ridurre questa tipologia di costi è possibile tenendo presente che sono previste anche detrazioni quando si eseguono i lavori. Trattandosi di un investimento legato ad un efficentamento energetico degli impianti domestici, esso concorre ad un primo e immediato risparmio direttamente in bolletta. Un costo, inoltre, dove sono previste detrazioni fiscali (65%) nel caso l’intervento sia legato anche alla sostituzione della vecchia caldaia con una nuova a condensazione come specifica la guida dell’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 18/E del 6.05.2016).

Valvole: dipende dalla temperatura
Per far sì che la valvola termostatica svolga al meglio la propria funzione “salva-costi” occorre considerare che tutto dipende dalla temperatura. Infatti, bisogna che la valvola sia impostata su una temperatura non eccessiva, comunque non superiore ai 21 gradi, la massima prevista dalla legge, ottimale in zone della casa dove sono già presenti altre fonti di calore come la cucina, mentre qualche grado in meno (circa 16-18) in zone di passaggio, dove si sta meno come le stanza da letto, corridoi, ecc.

Occhio alle multe
A oggi, i destinatari di questo obbligo di legge dovrebbero essere tutti in regola. A tal proposito i controlli a campione serviranno per stabilire chi si è adeguato alla norma.
Adeguamento che ovviamente eviterà multe che di certo non sono leggere. Si parte, infatti, da un minimo di € 500,00 a un massimo di € 2.500,00 ad appartamento. Nel caso l’alloggio sia in affitto, dato che l’adeguamento dell’impianto di riscaldamento rientra tra le spese di manutenzione straordinaria, il costo delle valvole termostatiche è interamente a carico del proprietario dell’abitazione. Il quale a sua volta potrebbe chiedere l’adeguamento del canone di locazione all’inquilino (sempre che la clausola in questione sia inserita nel contratto).

Meno spese: qualche consiglio in più...
Altri piccoli, ma non insignificanti, accorgimenti possono portare ad una ulteriore riduzione delle spese per il riscaldamento domestico. Intanto, regola di base, mantenere costanti le manutenzioni dei nostri impianti: eventuali problematiche trascurate, infatti, potrebbero contribuire ad un incremento dei costi, dovuti magari a usura o dispersione di calore. Mantenere costanti i gradi di calore in casa (più bassi addirittura nelle ore notturne), ed evitare che la caldaia entri in funzione quando l’abitazione rimane vuota. Lasciare liberi i caloriferi da coperture quali tendaggi, mobili o panni messi ad asciugare; inoltre, provvedere a spurgare l’aria che si forma al loro interno con una certa periodicità.

Riguardo l'autore

Simone Manera

Simone Manera

Area: Attualità